Floating University in Berlin. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich

Prof. Freek Persyn | Cattedra di Architettura e Trasformazione urbana NEWROPE

Spazi urbani per comunità non solo umane: processi collaborativi, approcci progettuali e prassi ibride

La presenza della biodiversità nelle città è associata a molteplici benefici, dall’adattamento climatico al benessere sociale. Questi aspetti sono stati ampiamente studiati, ma nella progettazione di spazi pubblici la biodiversità è spesso trattata in termini meramente quantitativi: estensione delle aree verdi, numero di alberi, quantità di specie diverse. Questo progetto di ricerca di dottorato, portato avanti dal DAStU del Politecnico di Milano e dalla cattedra di Architettura e Trasformazione urbana NEWROPE dell’ETH di Zurigo, indaga invece la dimensione qualitativa della biodiversità: le sue ripercussioni sul carattere degli spazi urbani e il modo in cui si intreccia con la vita sociale e culturale.

La dissertazione si concentra su un tipo specifico di trasformazione urbana: i luoghi naturoculturali. Si tratta di siti spesso chiusi o abbandonati da decenni che vengono ora riattivati sotto forma di ambienti gestiti collettivamente su suolo pubblico. Si differenziano dagli spazi pubblici convenzionali, amministrati dalle istituzioni, in quanto gestiti da gruppi auto-organizzati che si assumono la responsabilità della loro manutenzione, cura e programmazione. Non sono solo parchi o giardini e nemmeno spazi prettamente culturali né laboratori ecologici. Sono spazi ibridi in cui la biodiversità, la produzione culturale e le pratiche comunitarie si fondono in maniera indissolubile.

Per studiarli è stato svolto un intenso lavoro sul campo in prima persona su cinque realtà europee: Floating University (Berlino), De Ceuvel (Amsterdam), ASIAT Park (Vilvoorde), Krater (Lubiana) e Stadionbrache Hardturm (Zurigo). La ricerca ha affiancato la partecipazione ad attività quotidiane come giardinaggio, manutenzione ed eventi a dibattiti e workshop che hanno coinvolto professionisti, attivisti e comunità locali. Questo approccio ha portato alla luce i ritmi, i negoziati e le prassi ibride che trasformano continuamente tali spazi.

Il vocabolario architettonico convenzionale fatica a catturare il loro carattere in costante evoluzione. Pertanto il progetto parte da quattro termini comuni – Processo, Spazio, Comunità e Programma – e li rielabora in nozioni più aperte e relazionali: Dialogo, Habitat, Rete e Riti. Questa traslazione permette di descrivere in maniera più precisa i siti, riconoscendo la presenza di attori non umani e il significato delle prassi collettive in essere.

L’obiettivo non è solo quello di studiare tali spazi, bensì anche di imparare da essi. Individuando strategie di progettazione trasferibili, questo progetto di dottorato mira a ridiscutere il ruolo della progettazione architettonica nel forgiare spazi urbani in cui la biodiversità e la vita collettiva si rafforzano a vicenda.

Stadionbrache Hardturm in Zürich. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
Stadionbrache Hardturm in Zürich. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
ASIAT Park in Vilvoorde. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
ASIAT Park in Vilvoorde. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
De Ceuvel in Amsterdam. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
De Ceuvel in Amsterdam. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
Floating University in Berlin. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
Floating University in Berlin. © Michele Porcelluzzi, NEWROPE, ETH Zürich
Partecipanti ETH Zurigo
  • Michele Porcelluzzi(NEWROPE, Politecnico di Milano)
  • Prof. Freek Persyn (NEWROPE)
  • Dr. Seppe De Blust (NEWROPE)
Altri partecipanti
Finanziamento
  • NextGenerationEU
  • Swiss Government Excellence Scholarship (Borse d’eccellenza della Confederazione Svizzera) 2025 – 2026
Durata del progetto

Gennaio 2023 – Luglio 2026