Master of advanced studies in progettazione Urbana 

Il programma Master of Advanced Studies in progettazione urbana dell’ETH è un laboratorio di ricerca e progettazione finalizzato alla sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo proattivo dei territori urbani nel mondo globalizzato.

Poiché la creazione della città è sempre più frammentata da interessi conflittuali, lo sviluppo di nuove modalità di produzione urbanistica diventa un prerequisito per un operato ben ponderato.

Lo studio MAS in progettazione urbana crea una nuova generazione di professionisti della progettazione pronti ad affrontare gli argomenti andando oltre la disciplina.

Il MAS in progettazione urbana è un programma di master post-laurea della durata di un anno in ricerca e progettazione incentrato sull’esame delle condizioni urbane pertinenti ai fenomeni mondiali e sullo sviluppo di strumenti pratici per operare in tali ambiti. Con un’economia mondiale che ridefinisce rapidamente le condizioni urbane e i movimenti della popolazione a causa di crisi economiche, ecologiche o politiche (a una velocità che sembra sfuggire al controllo pianificatore), il ritmo dell’urbanizzazione ha reso quasi impossibile la fornitura formale di abitazioni. Il programma MAS mira a collegare le circostanze sociali, economiche ed ecologiche per creare modi nuovi e resilienti di dar forma ai territori urbani. Il MAS lavora sia con strategie che con tattiche atte a ridefinire il ruolo attuale degli architetti e dei pianificatori nella creazione di una città e a trovare nuovi territori a cui applicare la progettazione.

Il programma MAS cerca professionisti della progettazione interessati a indagare e sviluppare strumenti da utilizzare in condizioni complesse. La cultura dell’indagine che permea lo studio incoraggia lo sviluppo di scenari urbani forti. L’attenzione si concentra sul metodo, sulla progettazione incrementale e sugli strumenti di comunicazione per preparare i partecipanti al lavoro interdisciplinare all’interno di studi di progettazione, équipe accademiche ed enti municipali.

A metà del primo semestre viene svolta un’escursione correlata alla ricerca di studio. La ricerca in loco per il progetto di studio, le visite ad altre aree di rilevanza e gli incontri con organizzazioni municipali e comunità forniscono una comprensione sufficiente del contesto in cui avverrà la produzione dello studio.

Focalizzazione tematica

Urbanismo inclusivo per un mondo inclusivo

Mondo inclusivo

Negli scorsi anni, i fenomeni che si riscontravano prevalentemente nel contesto del “Sud globale” si manifestano sempre più spesso anche nel cosiddetto “Nord globale”. Crisi come i conflitti politici, la bancarotta di città e Paesi ed eventi ambientali estremi hanno portato a conseguenze sociali ed economiche fondamentali che assumono un aspetto particolarmente drastico nei territori urbani e semiurbani. I modelli economici che dividono il mondo in nord e sud, primo, secondo e terzo mondo non possono più fare affidamento su un’ordinata catena del valore con entrate garantite.

Inclusività sociale

L’inclusività sociale riveste un interesse sempre maggiore nel contesto della globalizzazione e dell’aumento della mobilità delle persone. Il numero di rifugiati, in crescita in tutto il mondo, è solo la punta di un’evoluzione che va verso un incremento degli spostamenti della popolazione. I Paesi, le città e i quartieri che hanno caratteristiche inclusive, che sono in grado di offrire opportunità a chi arriva, beneficiando quindi delle loro abilità e obiettivi, possono trarre vantaggio da questa tendenza e contribuire a evitare gli attriti sociali e la diseguaglianza economica.

Inclusività funzionale

L’inclusività funzionale dei quartieri e delle città è un impulso chiave per risolvere le sfide sia locali che mondiali a livello di territori urbani. L’inclusione di funzioni che sono state separate e sottratte dal territorio urbano fin dall’incipiente industrializzazione dei secoli scorsi, innesca e accelera uno sviluppo proiettato verso modi più sostenibili di produrre e raffinare, oltre a mitigare le sfide poste dal trasporto di persone e beni.

Inclusive Urbanism II: Tangier-Marseille

Esse si devono ricordare che si trovano in fuga e che la realtà del mondo si esprime attualmente nella loro fuga.

Hannah Arendt, «L’umanità in tempi bui: Riflessioni su Lessing»

This town is made of many things/Just look at what the current brings
So high, it’s only promising/This place was made on you
Tell me, baby, what’s your story/Where you come from
And where you wanna go this time?

(Questa città è fatta di tante cose/guarda cosa porta la corrente
così alta, sta solo promettendo/questo posto è stato fatto su di te
dimmi piccola, qual è la tua storia/da dove vieni
e dove vuoi andare questa volta?)

Red Hot Chili Peppers, «Tell me Baby». (2006). [CD] MoeBeToBlame.

 

Le migrazioni non sono un fenomeno nuovo. Mentre la nostra era si basa su una mitologia di mobilità geografica e flussi migratori mondiali, la storia ci mostra che le migrazioni non sono una condizione moderna. Le persone si sono sempre spostate alla ricerca di una vita migliore e più sicura. Un fatto che, tuttavia, non ha mai rappresentato un tema tanto urgente quanto in seguito alla crisi dei rifugiati in Europa. Questi spostamenti difficilmente rallenteranno nel prossimo futuro, considerati i lunghi conflitti armati, le difficoltà economiche e le previste migrazioni di massa dovute ai cambiamenti climatici. Le crisi hanno fatto emergere in modo drammatico gli spostamenti delle persone come fenomeno rapido, onnipresente, complesso e principalmente spaziale. La circolazione di persone, beni e capitali e il loro reinsediamento ha un impatto visibile e trasformativo sullo spazio a vari livelli.

Il livello territoriale rientra nell’atto fisico di spostarsi da un posto all’altro: l’attraversamento di confini legali e frontiere nazionali, oceani e specchi d’acqua, catene montuose e ostacoli artificiali. Da una campagna all’altra, i flussi di persone che transitano attraverso paesaggi produttivi caratterizzano il livello intermedio degli hinterland e delle periferie. Tuttavia, poiché i migranti mirano in grandissima parte alle aree urbane come punto d’accesso a una nuova sorte, è il livello urbano a risentire maggiormente dell’impatto di tali flussi. L’influenza economica, politica e sociale delle migrazioni ha plasmato le città in molti modi e continua a farlo, con effetti visibili sull’architettura e le forme urbane.

Nel quadro dell’”Inclusive Urbanism” e dopo aver esplorato il tema dell’”Arrival City”, il programma MAS affronta ora le questioni della migrazione e dello spazio urbano. Sostenendo che la progettazione urbanistica è uno strumento innovativo, resiliente e politicamente potente con cui architetti e pianificatori possono affrontare materie complesse come queste e prendendo le distanze dalle soluzioni d’emergenza (come campi profughi e centri di transito), esploriamo la nozione di “permanenza” in un dato luogo.

Mettendo in comunicazione le coste asiatiche, africane ed europee, il Mediterraneo costituisce l’epicentro di spostamenti costanti e duraturi e, dal punto di vista storico, è stato cruciale per lo sviluppo della civiltà mondiale.  Il Mare nostrum, che collega geograficamente una moltitudine di città portuali dotate di altrettanti hinterland, è uno spazio critico per le migrazioni e gli scambi. È inoltre una regione contesa e brutalmente controllata, appesantita da sfruttamenti, colonizzazioni e violenze passate e presenti. Geografi, storici e sociologi come Fernand Braudel, Nicolas Purcell, Peregrine Horden, Henri Lefebvre, Ian Chambers e Michael Herzfeld l’hanno analizzato sotto questo aspetto. In tale contesto, sembra logico trattare con pari importanza sia i punti di partenza che quelli di arrivo, per poter forse invertire i paradigmi consolidati. I nostri siti operativi sono costituiti da due città portuali sulle due sponde del Mediterraneo: Tangeri-Marsiglia. Con un piede su entrambe le coste del Mediterraneo, viene conferita eguale importanza sia ai punti di partenza che a quelli di arrivo, al fine di invertire i paradigmi di spostamento consolidati.

Esaminando le motivazioni politiche, economiche e sociali che si celano dietro le migrazioni e le condizioni spaziali relative ai siti sia di partenza sia di arrivo, si affronterà la questione della rilevanza della progettazione. Come possono affrontare una tale situazione i progettisti urbanistici? Quali sono le implicazioni spaziali a livello urbano, rurale e periurbano dello spostarsi per un periodo prolungato e dello stabilirsi socialmente, economicamente e culturalmente in un luogo? In che modo la progettazione può reagire alla nozione di “permanenza” nel quadro di una prassi urbanistica inclusiva?

Si tratta di quesiti cruciali che non dovrebbero lasciar indifferenti gli architetti in un momento in cui non è palese la capacità della progettazione di rispondere adeguatamente a queste sfide politiche e sociali.

 

Charlotte Malterre-Barthes, direttrice del programma

Sito Web MAS Urban Design