Prof. Alfredo Brillembourg / Prof. Hubert Klumpner | Architettura e Urbanistica

I professori Alfredo Brillembourg e Hubert Klumpner sono titolari della cattedra di Architettura e Urbanistica dell’ETH Zurigo dal luglio 2010. Sono docenti del corso Introduzione all’urbanistica ed impartiscono inoltre insegnamenti di progettazione e pianificazione a livello avanzato. I professori tengono attualmente un corso di pratica interdisciplinare rivolto alla ricerca e alla progettazione di alto livello in un’ampia varietà di aspetti dell’architettura e dell’urbanistica contemporanea.

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Nota dei professori:

Il nostro arrivo all’ETH segna un inizio importante nelle nostre vite accademiche e professionali, oltre a dare rinnovato vigore alla nostra precedente attività di ricerca e al lavoro svolto in passato. In generale il nostro lavoro riguarda sia le applicazioni teoriche sia quelle pratiche nell’ambito dell’architettura e dell’urbanistica. Operando in contesti globali, creando ponti tra l’industria del «primo mondo» e le aree urbane informali del «terzo mondo», ci concentriamo sulla formazione e lo sviluppo di una nuova generazione di professionisti che trasformeranno le città nel XXI secolo.

Gli studenti iniziano la loro ricerca analizzando l’incapacità dell’architettura di definire l’urbanistica informale ed i suoi effetti sulla città. Sia la nostra ricerca attuale che la direzione del nostro lavoro negli ultimi dieci anni mirano ad aumentare la comprensione della città informale da tre prospettive: da un punto di vista umanitario, le baraccopoli urbane collassano sotto una mole di problemi, non ultimi la povertà e la mancanza del sostegno dei professionisti. Da un punto di vista teorico, l’informale è un sistema complesso e non lineare in cui vari modelli si intersecano e mutano in modi inaspettati. Da un punto di vista della progettazione, l’informale può fungere da laboratorio per studiare le forme di adattamento e innovazione.

Proponiamo una ricerca sperimentale e un metodo didattico che ridefinisce i vecchi limiti fisici dell’architettura contemporanea, spostando l’attenzione dall’architettura sociale dettata dalla forma a quella orientata allo scopo. Gli architetti «sociali» di questo tipo rifuggono dal loro ruolo convenzionale all’interno delle gerarchie tradizionali per rappresentare invece un efficace collegamento tra due forze opposte: quella della pianificazione dall’alto verso il basso e quella delle iniziative dal basso verso l’alto.