Prof. Christophe Girot | Architettura del paesaggio

Da rarità a cultura quotidiana. Alberi e cespugli esotici e nei giardini svizzeri del 19° secolo

L’importanza dei giardini nei paesi emergenti dell’Europa occidentale durante il 19° secolo cambiò in seguito alla crescente influenza della borghesia. La cultura dei giardini fiorì nelle città svizzere grazie al supporto di una classe medio-alta sicura di sé. La villa con un giardino prestigioso divenne un indicatore dello stato sociale della classe privilegiata. L’entusiasmo nel collezionare ed esporre alberi e cespugli ornamentali esotici d’oltremare ebbe origine dal commercio e dai viaggi intercontinentali e dalla fondazione di istituzioni scientifiche. Le novità dendrologiche facilitarono sempre più l’espressione della propria personalità e la distinzione tra le diverse classi sociali, specialmente tra imprenditori e commercianti. Ne è ancora oggi testimonianza la grande diversità di alberi e cespugli che si trovano nei giardini delle ville urbane del diciannovesimo secolo, come la tenuta di Belvoir e Villa Wesendonck (Rieterpark) a Zurigo, Villa Boveri a Baden o Villa Bellerive a Lucerna.

L’obiettivo di questo progetto è esaminare il ruolo sempre più importante degli alberi e dei cespugli esotici ornamentali nella cultura rappresentativa e distintiva della borghesia economica nella Svizzera tedesca del 19° secolo, anche come caratteristica peculiare di quella cultura. Partendo da un’analisi delle condizioni sociali e culturali che hanno contribuito alla nascita dei giardini borghesi, si esploreranno le modalità di trasporto e i ruoli dei diversi agenti del commercio delle piante, dai giardini botanici ai vivai.

Questo studio intende offrire inoltre degli approfondimenti sulla diversità delle piante legnose, delle regole di progettazione e dei principi di messa a dimora dei giardini delle ville della borghesia del diciannovesimo secolo. Fonti scritte e grafiche, letteratura originale e le stesse piante presenti in giardini storici ancora esistenti fungeranno da base per questa ricerca. Saranno studiati casi specifici seguendo un approccio metodologico che esaminerà aspetti di cultura e storia, integrando così l’evoluzione della percezione delle piante.

Questo progetto vuole essere uno dei primi a intraprendere ricerche approfondite nella progettazione e nella storia dell’architettura del paesaggio svizzera del diciannovesimo secolo. Contribuirà a comprendere un’epoca in cui ebbero origine i presupposti necessari per la moderna architettura del paesaggio, come la disponibilità di alberi e cespugli ornamentali. I vincoli economici del mondo moderno hanno portato oggi a un impoverimento della varietà di piante, e la mancanza di conoscenze è stata la causa della distruzione di giardini di valore storico e di errori di progettazione. Il presente progetto mira a promuovere una comprensione differenziata dell’utilizzo delle piante per riportare al centro della progettazione paesaggistica l’estetica e l’importanza simbolica del luogo e dell’esperienza sensoriale. Inoltre l’approfondimento delle conoscenze nell’impiego di varietà e specie storiche contribuirà allo sviluppo di strategie di conservazione adeguate a preservare le messe a dimora originali nei giardini storici e alla promozione di specie a lungo dimenticate come parte importante della storia regionale culturale e della cultura dei giardini.

 

Contatto

Dunja Richter

Relatore

Prof. Christophe Girot

Finanziamento

Progetto finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, FNS

Periodo di svolgimento del progetto

2014 – 2019

Stato

Tesi di dottorato in corso