Prof. Dr. h. c. Günther Vogt | Architettura del paesaggio

Il taskscape di una diga: gli insediamenti abitativi temporanei per i lavoratori della Grande Dixence, 1950-1967

Progetto FNS: Industrializzazione nelle Alpi: paesaggio, architettura, arte e lavoro

Progetto di ricerca

Rune Frandsen, dottorando
Prof. Dr. h.c. Günther Vogt, 1° professore
Prof. Dr.-Ing. Silke Langenberg (ETH Zurigo; D-ARCH; IDB), 2° professore
Dr. Seraina Renz, supervisore

Durata del progetto

2020–2023

Riassunto

Questo progetto di ricerca esamina l’impatto avuto dalla costruzione della Grande Dixence, la diga più alta del mondo, sulla trasformazione del paesaggio alpino. È stata costruita tra il 1950 e il 1967 per rispondere alla rapida crescita della domanda di elettricità in Svizzera negli anni del dopoguerra. La posizione isolata dei cantieri, e la necessità di svolgere quanto più possibile dei lavori durante i mesi estivi, portò alla costruzione di insediamenti abitativi temporanei per i lavoratori nelle immediate vicinanze dei cantieri, a volte anche a un’altezza di 2’800 metri sul livello del mare. Con la loro scomparsa dopo il completamento del complesso della Dixence, sono state cancellate queste testimonianze del contributo apportato dai lavoratori stranieri, che furono quelli che contribuirono maggiormente a questa impresa. Sulla base del concetto di «taskscape» di Tim Ingold, questa tesi di dottorato ricostruisce le numerose attività necessarie per la costruzione di questa diga e ne ricostituisce gli spazi. Sebbene si trattasse solo di una situazione temporanea, rappresenta un esempio di abitazione in un ambiente d’alta montagna e ha contribuito a definire il paesaggio che vediamo oggi. Gli strumenti utilizzati – come dinamite, camion oppure gru a cavo – hanno plasmato questo paesaggio in modo particolare. Anche strade, protezioni contro le valanghe, terrapieni e fondamenta restano a testimonianza di queste attività del passato. La descrizione di questo taskscape mette in relazione il passato con il presente. Ci permette di interrogarci sul perché alcune tracce siano state intenzionalmente cancellate, semplicemente abbandonate oppure messe in evidenza, e ci mostra come l’immagine delle Alpi sia stata scollegata dalla sua vera materialità fisica e sia diventata una costruzione discorsiva.

Didascalia

L’insediamento abitativo «P4» sopra Arolla, Vallese, 1952. © Frank Gygli, CH-Médiatèque du Valais